SPETTACOLI FINALI DEI LABORATORI TEATRALI DI LIVELLO 4 – 2023/2024

 

Cerco una casa per tutta la vita, eppure ce l'ho dal primo istante. La casa. Muri che mi proteggono, dentro i quali sentirmi amato, muri che descrivono chi sono e che mi salvano dal caos. Ma io sono anche desideri, voli pindarici e ali spiegate verso il cielo e l'infinito. Sono un dio tra le nuvole e il verme che striscia sul pelo della terra. Sono umano. Tutto o niente. Con la casa in fiamme e la testa confusa dal fumo. Ma casa e cielo non sono lontani. Non devo scegliere se stare o andare. Il tempo mi insegna che i muri sono fatti di cielo, che tutto cambia, e le porte sono spalancate verso l'infinito. Il mio cercare riparo può essere un viaggio senza paure. Perché confini non ne ho, nel bene e nel male. E visto che voglio tutto e posso tutto, è meglio che mi occupi di prendermi cura del mio tempo, rispettando il passato e coltivando il futuro.

A.S.

 

SCUOLA PRIMARIA PARITARIA PATRONATO LEONE XIII
OVUNQUE ANDRAI
regia di Anna Peretto con Riccardo Dalla Vecchia e Giacomo Giurietto

Cosa significa “fare buon viaggio”? Partire puntuali, con tutti i bagagli ben ordinati, avendo calcolato tutto il percorso con precisione e sapendo esattamente dove e quando si arriverà. Quando tutto fila liscio, senza inciampi lungo il cammino. Eppure così sento che mi sto perdendo qualcosa, che per entrare davvero in contatto con il mondo devo superare degli ostacoli, degli imprevisti. Per conoscere il diverso e imparare che non è poi così lontano da me. Che qualche volta posso farmi male, sbagliare ma ripartire con più consapevolezza di prima. Che tutti siamo in cammino e non sono mai solo. Che devo fidarmi degli altri, delle persone con cui sono in viaggio, compagni fondamentali per scoprire nuovi orizzonti e non ostacoli. Perché tutti quelli che incontro lasciano dentro di me tracce indelebili e mi aiutano a crescere, a diventare migliore e a sognare più in grande.

INGRESSO LIBERO

 

LICEO G. B. QUADRI
RESET
vuoti di memoria

regia di Alessandro Sanmartin

Orwell scrive in 1984 che “Chi controlla il presente, controlla il passato” e, di conseguenza, anche il futuro. La memoria, sia individuale che collettiva, forma la nostra identità. Una comunità che non ricorda, ricade nei suoi stessi errori. Una società che divora di tutto, in un affanno di conquiste e informazioni, in un vorticare di immagini e pubblicità, poco a poco si perde. Il mondo è troppo vicino, troppo complicato, e ognuno ha la sua verità. E allora a che serve ricordare? Voglio davvero farlo o preferisco lasciarmi andare all'oblio? So ancora chi sono e cosa valga la pena difendere? In quest'isola, come i Lotofagi dell'Odissea, posso solo mangiare, ancora e ancora, divorare ciò che mi svuota. In quest'isola, posso solo affidarmi alla tecnologia, che salva dati per me, che elabora dati per me, che costruisce la mia identità e la mia memoria, senza di me.

 

LICEI DI VALDAGNO
ECO
regia di Alessandro Sanmartin


Oikos, in greco, significa casa, famiglia, comunità. Da qui hanno origine due parole apparentemente opposte: ecologia ed economia, che sono due modi diversi di dire prendersi cura della nostra casa. Eco è anche il nome di una ninfa, punita dagli dei perché parlava troppo. Condannata a dire solo le ultime parole che le si rivolgevano, si innamorò di Narciso che la rifiutò, e pianse fino a dissolversi. Non ne rimase che la voce, che ancora oggi echeggia tra le montagne. La mia presenza qui, in questa casa che è il mondo, lascia una traccia. Ogni azione si riverbera nell'ambiente, trasforma la comunità, muove risorse e merci. Mi consumo d'amore come Eco, mi lascio attraversare e ripeto parole di altri, ma di me cosa rimane? Ecologia vuol dire anche pulizia, economia pure parsimonia. Chissà se il segno che lascio può essere un segno pulito e parsimonioso. Chissà tra tutte le chiacchiere, quali parole rimarranno nel futuro a riecheggiare tra le montagne.

 

ITTE G. GALILEI
PUGNI AL CIELO
regia di Marco Pasquale e Maria Perardi


Muoviamo i nostri passi incerti tra le macerie di questo presente pieno di paradossi. I leader che dovrebbero guidarci si perdono tra gli slogan. In giardino c’è la guerra, ma noi ci sentiamo al sicuro dentro le nostre case. I linguaggi cambiano, forse evolvono, ma comunicare tra di noi diventa ogni giorno più complesso. Le azioni dei singoli assumono sempre più importanza e, allo stesso tempo, non si fa mai abbastanza. Le tecnologie avanzano e l’umano sembra scomparire: nulla è reale, ma tutto è possibile. Ma io non accetto tutta questa confusione; una commedia antica racconta di come due ateniesi, stanchi di tutto, decidono di fuggire, prendere il volo e andarsene sulle nuvole, a vivere con gli uccelli. Questo racconto mi fa sorridere e forse preferisco sollevarmi anch’io da terra e credere ad un sogno impossibile, ad una favola piuttosto che lasciarmi abbattere dalla realtà.

INGRESSO LIBERO

 

SCUOLA PRIMARIA V. DA FELTRE SAN ZENO
COME TI SENTI? 
regia di Anna Peretto

Sentire è il verbo della percezione. Si sente con le orecchie, con il naso, con la bocca, con tutto il corpo. I sensi ci aiutano a capire, a conoscere noi stessi e il mondo che abitiamo. Ma questo nostro abitare è diventato complicato, frenetico, pieno di stimoli e di informazioni da gestire. E io spesso mi rendo conto che non so controllare tutto quello che provo. Allora, in questo caos, vorrei smettere di sentire, per avere un po' di pace. O forse no. Forse la soluzione è semplicemente rallentare, lasciare alle cose il giusto tempo di fiorire, fare spazio. Anche - e soprattutto - agli altri che mi permettono di vedere la realtà con occhi e sensi nuovi.

INGRESSO LIBERO

 

ITIS A. ROSSI
LO SPECCHIO DELL'ACQUA
regia di Maria Perardi e Marco Pasquale

Narciso è un personaggio antico che racconta una storia moderna: guardandosi sullo specchio d’acqua, il ra-gazzo si innamora della propria immagine riflessa fino a sprofondarci dentro, fino a cadere nel lago e affogare, trascinato da questo amore che è la sua condanna. Anche se ci sembra lontano, noi siamo come Narciso: ci specchiamo sempre in quest’era di schermi, luci accese e sorrisi forzati, immersi nelle miliardi di foto che ci facciamo senza motivo. C’è una cosa però che noi abbiamo e Narciso invece non aveva: la tecnica. Il problema è questo. Io mi guardo e non mi piaccio. Lo specchio riflette quello che sono, un ammasso di ru-ghe di espressione, capelli sfibrati e qualche chilo di troppo, e più mi specchio più noto i difetti. Io desidero così tanto essere fiero di me, sentirmi orgoglioso, ma non ci riesco. E qui arriva la scienza: chirurgia estetica, nuove tecnologie ricostruttive... se dovesse servire, potrei essere per metà di titanio. E se ancora non basterà, ci sarà sempre qualcosa di nuovo, qualcosa di meglio che mi aspetta. E io lo voglio. Tutto si può fare e tutto vale la pena di essere fatto, per colmare questi vuoti, per dare una nuova forma a questo corpo tanto inutile. E che importa se poi non sarò più io? Che importa di essere me se poi non sono felice? Tutto vale la pena.

PRENOTAZIONI QUI: https://bit.ly/Prenotazioni_Lospecchio

 

IIS ROSSELLI - SARTORI
DOVE SI NASCONDONO GLI DEI
regia di Alessandro Sanmartin e Maria Perardi

Un mito racconta di Zeus ed Ermes, nascosti sotto spoglie umane, che cercano asilo tra le case di un villaggio. Nessuno li accoglie, tranne i due vecchi sposi Filemone e Bauci. Così, Zeus trasforma la loro capanna in un tempio e distrugge il villaggio, allagandolo, per punire chi non li ha accolti. Niente è più sacro, nella storia umana, del concetto di ospitalità; poiché, per quanto diversi, tutti gli uomini sono fratelli, e chi è incapace di compassione, non merita di essere considerato umano. Io lo so che il mondo è in fuga dalle guerre e dalla crisi climatica, e so che sono fortunato, ma non mi fido. Faccio fatica ad accettare l'altro, ad aprirgli la porta. Ho paura di perdere ciò che ho. Eppure, come insegna il mito, solo accogliendo il rischio dell'incontro, posso scoprire che, in fondo, siamo tutti stranieri rispetto a qualcosa, e dentro ad ogni sguardo c'è una vita piena e misteriosa, bella e brutta come la mia, ed è lì, in quegli occhi estranei, che si nascondono gli dei.

PRENOTAZIONI QUI: https://teatrodilonigo.it/biglietti/acquista

 

IL LABORATORIO TEATRALE "TAGLIA S" DEL TEATRO SUPER
COME AQUILONI
regia di Anna Peretto


La storia dell'umanità è anche una storia di muri. Mura di difesa, per proteggersi, per darsi un'identità o un senso di appartenenza. Muri che ci fanno sentire sicuri, al riparo dai pericoli. E muri costruiti per dividere dei popoli, escludere chi è diverso, separare. Io a casa mia, tra le mie quattro mura, mi sento al sicuro, ho il pieno controllo di quello che succede e faccio io le regole. E fuori? Cosa succede quando incontro gli altri, che hanno regole e gusti diversi dai miei? Come posso imparare ad andarci d'accordo? Bisogna guardare oltre le convinzioni che ci limitano, oltre i nostri confini e cercare la bellezza nella diversità che ci circonda. Perché solo sciogliendo le nostre resistenze, possiamo veramente capire cosa significhi essere umani e vivere più leggeri, come aquiloni.

 INGRESSO LIBERO

 

IL LABORATORIO TEATRALE "TAGLIA L" DEL TEATRO SUPER
TRA LA FINE E IL CIELO
regia di Alessandro Sanmartin con Anna Peretto


L'umanità è ora – forse più che mai – vicina all'estinzione. Eppure, camminare sul crinale della catastrofe è sempre stata un'abilità del genere umano. Forse è l'impossibilità di accettare la fine, negare tutto anche davanti all'evidenza, o forse c'è di più. C'è che la vita non può essere solo gravità ed emergenza, che oltre i corpi, la fame, le guerre, c'è altro. Ci sono l'ingegno, l'arte, la scienza, la capacità di progettare, inventare, costruire; volare alto, salire al di sopra di tutto e trovare pace. Il mio corpo non ha ali, ma non è sempre stato così. Io le sento, come degli arti fantasma, come una memoria del mio spirito. E io volo, più che posso. Mi alleno al decollo, imparo l'altitudine, accetto lo schianto e riprendo quota. Il volo è paura e desiderio, è obiettivi utopici, immaginazioni leggere, pensieri vorticosi. E io sogno. Sono programmato così. Sogno e mi salvo, anche dall'estinzione, poiché, in fondo, meglio poter dire di aver toccato le stelle prima che scadesse il tempo, che averla data vinta al peso, alla gravità, alla verità anatomica delle scapole.

INGRESSO LIBERO

 

CANTIERE T.I.C. BAMBINI
CON PASSO LEGGERO
regia di Anna Peretto


Al giorno d'oggi fare acquisti è diventato così semplice e veloce che nemmeno ce ne rendiamo conto. Basta un click e possiamo avere tutto quello che vogliamo. Vestiti, accessori, giochi sono lì, a portata di mano. Ma non sempre compriamo quelle cose perché ci servono davvero, spesso stiamo solo cercando di colmare dei vuoti. Perché anche se i miei armadi sono pieni e intorno a me ho tutte le mie cose, sento che qualcosa mi manca. Che ciò che mi serve davvero non è qualcosa di materiale, ma sono gli sguardi, le carezze e gli abbracci degli altri. La nostalgia del condividere momenti preziosi con gli amici e fare nuove esperienze. Queste sono le cose che mi rendono felice, che mi riempiono senza ingombrarmi, senza occupare altro spazio se non quello del cuore. E il desiderio è questo: saper riconoscere e custodire ciò che è davvero essenziale, per tornare ad abitare il mondo con passo leggero.

INGRESSO LIBERO

 

CANTIERE T.I.C. ADULTI
OGNI UOMO È UN'ISOLA
regia di Anna Peretto con Alessandro Sanmartin


Imprigionati in un corpo che non abbiamo scelto e che ci impone dei limiti. Che qui ci confina e che crea confini. Condannati ad essere solo una piccola parte del tutto. Anime strappate dalla totalità del cosmo, in esilio sulla Terra. Siamo diventati delle isole, sempre più separate e lontane. In questo mio abitare infatti percepisco tutto come un pericolo, un tentativo di invasione. Mi barrico nelle mie convinzioni, alzando muri che mi portano ad essere sempre più solo, limitato. Voglio continuamente conquistare, dimostrare che non mi manca niente, che sono completo, realizzato, che ce l'ho fatta. Ma in realtà dentro di me urla l'abisso, un vuoto che non si colma, che è quella nostalgia di sentirmi connesso agli altri. Cosa mi resta da fare se non tornare all'origine? O forse basta riaprire gli occhi, riattivare il cuore, capire che stiamo tutti combattendo una battaglia e che tutti portiamo dentro la stessa mancanza, lo stesso desiderio di infinito.

INGRESSO LIBERO

 

CANTIERE T.I.C. RAGAZZI
IL MIO TEMPO
regia di Anna Peretto


Ogni essere umano si trova inevitabilmente a vivere immerso nel tempo. Porta dentro di sé la memoria del passato, abita il presente, sogna il futuro. Lascia tracce di sé nel mondo, crescendo e pianificando in continua evoluzione. Eppure sento che in questo presente il mio agire non ha più presa, significato. Che si è creata una frattura tra il mio ritmo, il mio modo di abitare e il mondo intorno. Che sono fuori tempo, in ritardo, come se tutto fosse già stabilito, deciso. Rimpiango il passato e temo il futuro. Vivo da spettatore, camminando in punta dei piedi tra i singoli istanti, nella massima conservazione e con la guardia alta. Come posso così guardare oltre, immaginare il futuro, se la mia attenzione è solo su dove sto mettendo i piedi? Il domani è tutto da scrivere, può essere ancora trasformato, può diventare il luogo della bellezza. C'è solo da fare ordine, stare nel presente e progettare poco alla volta, desiderio dopo desiderio. Perché ogni momento è quello giusto per iniziare a fare qualcosa, rialzando gli occhi sull'orizzonte.

 INGRESSO LIBERO