di/con Giovanna Bartolotta

 

Le quattro pareti che accolgono Venere StoNata sentono parlare di donne diverse, di diverse età, diversa estrazione sociale, diverse esperienze. C'è una bambina che si stupisce e si interroga sul mondo degli adulti, un'altra uscita da un libro di favole che parla in siciliano. C'è una donna che attraverso la sua cultura e il suo vissuto ci conduce in un paese lontano, un'altra che guarda il mondo da un punto di vista del tutto particolare. Viaggiando con loro ci troviamo accolti in amorevoli spazi dell'anima dove parola e suono sono il nostro unico bagaglio a mano. A Venere StoNata solo il compito di trasmettere un sentire, riportare un momento che solo le parole riescono a restituire con autenticità e sincerità. E con facilità le vocali iniziano a volare, a confondersi nell'aria sulle note di un motivetto scovato tra i 45 giri di una soffitta, ripescato nei ricordi delle nostre nonne che ci strappa un sorriso estemporaneo.

 

"...Mi sentivo in equilibrio perfetto. Ero un tutt'uno con il creato "

 

Foto di Matteo Mascella