di/con Alessandro Sanmartin

 

L'Orlando Furioso (da Ariosto a Calvino) è un viaggio di corsa, una follia, un volo. Personaggi, battaglie, inseguimenti e riti magici si incrociano vorticosamente ricadendo uno sull'altro come un mazzo di carte, in cui tutto sembra guidato dal caso finchè non si svela il destino segnato. È una storia immensa, che non ha confini geografici nè temporali; un racconto incantato che non può non affascinare ad ogni età, in ogni epoca storica. Un'opera meravigliosa che ci parla profondamente dell'uomo; di ragione e passione, di sacrificio e onore, di amore e morte. E lo fa con eroi decisamente umani, a volte un pò goffi, impreparati, non sempre saggi - proprio come noi - ma determinati a compiere il proprio destino. La parola d'ordine dell'Orlando Furioso, così per i personaggi, come per gli spettatori, è perdersi. Perdersi nella fitta trama, perdersi nel suono della musica e delle parole. Perdersi come in un sogno, aggrappandosi alle emozioni che suscita, alla libertà della fantasia, lasciando tutti per un pò la nostra ragione sulla Luna; ché tanto, siamo a teatro, e alla fine ci verrà restituita...

 

“Nulla mai nell'Universo va perduto. Le cose perse sulla Terra vanno a finire sulla Luna. Ed è là, che in ampolle sigillate, si ritrova il senno di chi ha perduto il senno..”

 

Foto di Matteo Mascella